Palmanova (Palme in friulano) è un comune di circa 5.000 abitanti della provincia di Udine in Friuli Venezia Giulia. Città fortezza costruita dai veneziani nel 1593, è chiamata la città stellata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte. Dal 1960 è monumento nazionale. Si trova in una posizione centrale nella regione FVG, nel punto di incontro tra l'autostrada A23 Udine-Tarvisio e A4 Torino-Trieste; si trova a 20 Km da Udine, 28 Km da Gorizia; 55 Km da Trieste.
STORIA                 
Perchè la necessità di una città fortezza, perchè in quel sito?

Nel 1420 la Serenissima Repubblica di Venezia aveva conquistato gran parte del territorio tra il Tagliamento e l'Isonzo, distruggendo l'antico stato del Patriarcato di Aquileia.

La situazione territoriale del Friuli, dopo la perdita di Gradisca (1511), fu caratterizzata da una serie di confini detti "a pelle di leopardo" dove enclave di dominio veneto si inserivano in ambito arciducale (austriaco) e possedimenti imperiali si incastonavano nei territori veneziani. La storia di Venezia, del popolo veneto che la rappresenta, è in sostanza una storia di imprese commerciali. Le navi di San Marco portano a Costantinopoli legname, ferro grezzo, cereali, stoffe di lana, carne, sale traendone in cambio mercanzie di più alto valore per il mondo occidentale di allora. Naturalmente viene favorito di più il commercio  da una pace garantita da confini più sicuri e ben sorvegliati. In questo contesto storico, e soprattutto politico, nasce e prende sempre più corpo l'idea di realizzare una fortezza che protegga i confini orientali. Il Senato della Repubblica Veneta, con delibera del 17 settembre 1593, chiaramente esprime la volontà di costruire in Friuli una fortezza. Dopo la metà del cinquecento la Repubblica aveva munito i confini occidentali di opere di difesa, per prevenire la pressione che proveniva dai domini occidentali. Ora era indispensabile munire di difesa i confini orientali, sui quali premeva la minaccia potenziale del pericolo turco che si dipartiva dalla Bosnia e quella proveniente dall'impero sempre propenso ad un allargamento dei suoi domini verso meridione. Il Senato veneto, dopo molte discussioni, si deciderà per questi e altri motivi, nell'ultimo decennio del 1500, ad inviare in Friuli una delegazione, che dopo molteplici sopralluoghi deciderà di dare inizio, nel sito compreso tra i borghi di Ronchis,  S.Lorenzo e Palmada, alla costruzione di una "fortezza reale" con nove baluardi cui verrà dato il nome di Palma. Il giorno ufficiale della fondazione è il 7 ottobre 1593. La costruzione della fortezza richiederà un ingente e continuativo sforzo finanziario, che impegnerà oltremodo la finanze veneziane. Nella progettazione di quella che sarebbe stata una struttura prettamente militare, i progettisti decidono di seguire i concetti rinascimentali. Venezia non chiede un progetto urbanistico, ma solo un progetto militare. Si cominciò la progettazione delle fortificazioni esterne pur riconoscendo che alcuni concetti, per l'evoluzione delle tecniche militari di difesa e di attacco, sono forse già superati. Alle costruzioni interne destinate alla popolazione non si da molta importanza, alle quali è concesso lo spazio non utilizzato dai militari con i loro edifici.  Le abitazioni devono sorgere lungo strade già disegnate e seguire una linea rigorosa, l'altezza è condizionata  dalle mura dato che dall'esterno non si deve vedere nulla che possa servire da punto di riferimento al nemico. Questa concezione edilizia ha permesso di mantenere inalterato nei secoli la prima progettazione della città, evitando il sorgere disordinato di costruzioni. La costruzione della fortezza di palma ha un costo elevatissimo, nonostante l'impiego di manodopera forzata. Sul costo, inoltre, influiscono anche i cambiamenti apportati al progetto originario che sono ritenuti necessari per adeguare la fortezza alle tecniche della guerra in continua evoluzione. Il lievitare dei costi fa si che la Fortezza non venga mai completata in maniera definitiva. La sua fama, però, fa da deterrente alle invasioni e rende sicuri i confini orientali della Serenissima. Essendo "fortezza" il governo è affidato ai Provveditori o Capitani. Sono alle dirette dipendenza della Repubblica cha manda ad amministrare esclusivamente patrizi veneti eletti nel Maggior Consiglio. Il primo Provveditore Generale di Palma fu nominato Marc'Antonio Barbaro. Durante il periodo veneto la fortezza fu dotata di due cerchie di fortificazioni con cortine, baluardi, falsebraghe, fossato e rivellini a protezione delle tre porte d'ingresso alla città. Nel 1797 un maggiore austriaco entrò con l'inganno in fortezza e riuscì a conquistare Palmanova, ma gli austriaci non ebbero tempo di godere la loro conquista in quanto i francesi si ripresero la fortezza. Dopo la pace di Campoformido Palmanova ritornò nuovamente agli austriaci che la tennero per qualche anno; nel 1805 i francesi rioccuparono la città stellata e in questo periodo fu realizzata la terza cerchia di fortificazioni con le lunette napoleoniche. Nel 1814 Palmanova ritornò agli Asburgo. Durante il dominio austriaco (1815 - 1866) fu costruito il Teatro Sociale, destinato a diventare fucina di valori risorgimentali, tante che, nel 1848, i cittadini della "fortezza", con in testa il generale Zucchi, si sollevarono contro gli austriaci, assumendo il controllo della città e subendo un lungo assedio. Nel 1866 Palmanova venne annessa al Regno d'Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale la fortezza fu centro di smistamento e rifornimento per le truppe sull'Isonzo; dopo Caporetto fu incendiata dalle truppe italiane in ritirata. Nella  Seconda Guerra Mondiale l'arciprete Merlino fece recedere i tedeschi dalla decisione di radere al suolo la fortezza.

MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

La visita ideale di Palmanova inizia dal Civico Museo Storico, in Borgo Udine, dove attraverso documenti, mappe e fotografie viene illustrata l'evoluzione del sitema di fortificazioni. L'esposizione, che comprende anche armi e monete, si articola in sezioni che ripercorrono le fasi salienti della storia della città. A poca distanza dal museo si trova il Palazzo del Ragionato, edificato nel 1648 dal Provveditore Marcantonio Memmo per ospitare gli uffici finanziari. Borgo Udine termina con Porta Udine, uno dei tre monumentali ingressi a Palmanova, probabilmente progettati dallo Scamozzi. Appena fuori Porta Udine sono l'acquedotto marmoreo e la Caserma Montesanto, seminterrata, fatta costruire da Napoleone nei primi anni dell'800. Proseguendo in direzione di Borgo Aquileia s'incontra la polveriera napoleonica, adattata per ospitare attività culturali, quale l'annuale Mostra di Stampe Antiche (agosto). Il centro della città coincide con l'esagonale Piazza Grande, un tempo usata per le esercitazioni delle truppe, oggi sede del mercato settimanale. Nella piazza convergono i sei assi radiali della città, intersecati da tre strade anulari. Al centro dello spazio sorge un pozzo in pietra d'Istria con tre nicchie rivolte ciascuna ai tre borghi di Palmanova. Le statue di alcuni Provveditori Generali sono collocate al margine della piazza in corrispondenza di borghi e contrade. Su Piazza Grande affacciano diversi edifici storici: la Loggia della Gran Guardia, dove in passato un corpo di guardia vigilava sull'artiglieria, il Palazzo del Provveditore Generale (1548, Marcantonio Memmo), che oggi ospita il Municipio, il Palazzo del Monte di Pietà, di origine seicentesca ma riedificato nel '900, il Palazzo del Governatore delle Armi, anch'esso seicentesco, il Duomo Dogale, dalla travagliata storia costruttiva. Iniziato nel 1594, dotato della facciata nel 1615, coperto nel 1636 e consacrato nel 1777, il duomo ha interno ad aula unica e soffitto a capriate lignee. Racchiude opere importanti: la pala dell'altar maggiore raffigurante il Redentore (1854) di Domenico Fabris, una Madonna lignea di fine '400 attribuita a Giandomenico da Tolmezzo, l'altare delle Milizie (1641) realizzato dal Padovanino. Il massiccio campanile è stato inalzato nel 1776. Nella Porta Cividale (1604-5) è collocato il Museo Storico Militare, dove sono esposte mappe, cimeli, documenti, uniformi dei vari corpi che si sono avvicendati nella fortezza fino alla Seconda Guerra Mondiale. E' possibile visitare una parte delle fortificazioni. Il percorso comincia dalla Loggia Veneta  (xvi) secolo), dove sono esposte uniformi e armi del periodo di costruzione della fortezza, e prosegue con il Cavaliere, la postazione più elevata all'estremità della cortina, sulla quale era collocata l'artiglieria a lunga gittata, e il baluardo, un terrapieno a punta di freccia (un baluardo si trova su ciascuna delle nove punte della stella). Scendendo dal baluardo s'incontra la loggia (posto di guardia) con sortita, un'ampia galleria che termina nella falsabraga (tipo di terrapieno usato per nascondere lo spostamento delle truppe dalle postazioni interne a quelle esterne). Segue il fossato che separa la prima dalla seconda cerchia e il rivellino, a forma di freccia come il baluardo, dal quale è visibile la terza cerchia difensiva. In asse con il baluardo si trova la lunetta che comprende alcune casematte. Palmanova può essere visitata tutto l'anno, ma se ci si arriva durante il secondo week end di luglio si può godere della suggestiva rievocazione storica che celebra il vessillo della Serenissima Repubblica di Venezia. Nella stessa occasione sfilano per le vie della città oltre duecento figuranti in abiti seicenteschi, un carosello di cavalieri e le disfide tra i borghi.

Documentazione: siti web: "wikipedia" - "guide.com" - "antoniomanno"

 
PIAZZA GRANDE   -   Numerazione delle statue
A - Colonna dell'arcangelo Gabriele (epigrafe: 1643)

B - Colonna dell'arcangelo Michele (epigrafe: 1628)

C - Obelisco Alvise Priuli (1654)

1 - Marcantonio Barbaro (1628-48; ipotesi: 1634)

2 - Giovanni Mocenigo (?) (1628-48)

3 - Girolamo Cappello (?) (1628-48)

4 - Girolamo Dolfin (1648-51)

5 - Giovanni Pasqualigo (?) (1651-72)

6 - Benedetto Tagliapietra (?) (1651-72)(ipotesi: G.Sagredo, 1660)

7 - Giovanni Sagredo (?) (1672-82)

8 - Antonio Grimani (?) (1672-82)

9 - Francesco Grimani (?) (1672-82)

10- Leonardo Donà (1682_84)

11- Girolamo Renier (1684-86)

 

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Inizio pagina