| Perchè la necessità di una città
fortezza, perchè in quel sito?
Nel 1420 la Serenissima Repubblica di Venezia aveva
conquistato gran parte del territorio tra il Tagliamento e l'Isonzo,
distruggendo l'antico stato del Patriarcato di Aquileia.
La situazione territoriale
del Friuli, dopo la perdita di Gradisca (1511), fu caratterizzata da una
serie di confini detti "a pelle di leopardo" dove enclave di dominio
veneto si inserivano in ambito arciducale (austriaco) e possedimenti
imperiali si incastonavano nei territori veneziani. La storia di
Venezia, del popolo veneto che la rappresenta, è in sostanza una storia
di imprese commerciali. Le navi di San Marco portano a Costantinopoli
legname, ferro grezzo, cereali, stoffe di lana, carne, sale traendone in
cambio mercanzie di più alto valore per il mondo occidentale di allora.
Naturalmente viene favorito di più il commercio da una pace
garantita da confini più sicuri e ben sorvegliati. In questo contesto
storico, e soprattutto politico, nasce e prende sempre più corpo l'idea
di realizzare una fortezza che protegga i confini orientali. Il Senato
della Repubblica Veneta, con delibera del 17 settembre 1593, chiaramente
esprime la volontà di costruire in Friuli una fortezza. Dopo la metà del
cinquecento la Repubblica aveva munito i confini occidentali di opere di
difesa, per prevenire la pressione che proveniva dai domini occidentali.
Ora era indispensabile munire di difesa i confini orientali, sui quali
premeva la minaccia potenziale del pericolo turco che si dipartiva dalla
Bosnia e quella proveniente dall'impero sempre propenso ad un
allargamento dei suoi domini verso meridione. Il Senato veneto, dopo
molte discussioni, si deciderà per questi e altri motivi, nell'ultimo
decennio del 1500, ad inviare in Friuli una delegazione, che dopo
molteplici sopralluoghi deciderà di dare inizio, nel sito compreso tra i
borghi di Ronchis, S.Lorenzo e Palmada, alla costruzione di una
"fortezza reale" con nove baluardi cui verrà dato il nome di Palma. Il
g iorno ufficiale della fondazione è il 7 ottobre 1593. La costruzione
della fortezza richiederà un ingente e continuativo sforzo finanziario,
che impegnerà oltremodo la finanze veneziane. Nella progettazione di
quella che sarebbe stata una struttura prettamente militare, i
progettisti decidono di seguire i concetti rinascimentali. Venezia non
chiede un progetto urbanistico, ma solo un progetto militare. Si
cominciò la progettazione delle fortificazioni esterne pur riconoscendo
che alcuni concetti, per l'evoluzione delle tecniche militari di difesa
e di attacco, sono forse già superati. Alle costruzioni interne
destinate alla popolazione non si da molta importanza, alle quali è
concesso lo spazio non utilizzato dai militari con i loro edifici.
Le abitazioni devono sorgere lungo strade già disegnate e seguire una
linea rigorosa, l'altezza è condizionata dalle mura dato che
dall'esterno non si deve vedere nulla che possa servire da punto di
riferimento al nemico. Questa concezione edilizia ha permesso di
mantenere inalterato nei secoli la prima progettazione della città,
evitando il sorgere disordinato di costruzioni. La costruzione della
fortezza di palma ha un costo elevatissimo, nonostante l'impiego di
manodopera forzata. Sul costo, inoltre, influiscono anche i cambiamenti
apportati al progetto originario che sono ritenuti necessari per
adeguare la fortezza alle tecniche della guerra in continua evoluzione.
Il lievitare dei costi fa si che la Fortezza non venga mai completata in
maniera definitiva. La sua fama, però, fa da deterrente alle invasioni e
rende sicuri i confini orientali della Serenissima. Essendo "fortezza"
il governo è affidato ai Provveditori o Capitani. Sono alle dirette
dipendenza della Repubblica cha manda ad amministrare esclusivamente
patrizi veneti eletti nel Maggior Consiglio. Il primo Provveditore
Generale di Palma fu nominato Marc'Antonio Barbaro. Durante il periodo
veneto la fortezza fu dotata di due cerchie di fortificazioni con
cortine, baluardi, falsebraghe, fossato e rivellini a protezione delle
tre porte d'ingresso alla città. Nel 1797 un maggiore austriaco entrò
con l'inganno in fortezza e riuscì a conquistare Palmanova, ma gli
austriaci non ebbero tempo di godere la loro conquista in quanto i
francesi si ripresero la fortezza. Dopo la pace di Campoformido
Palmanova ritornò nuovamente agli austriaci che la tennero per qualche
anno; nel 1805 i francesi rioccuparono la città stellata e in questo
periodo fu realizzata la terza cerchia di fortificazioni con le lunette
napoleoniche. Nel 1814 Palmanova ritornò agli Asburgo. Durante il
dominio austriaco (1815 - 1866) fu costruito il Teatro Sociale,
destinato a diventare fucina di valori risorgimentali, tante che, nel
1848, i cittadini della "fortezza", con in testa il generale Zucchi, si
sollevarono contro gli austriaci, assumendo il controllo della città e
subendo un lungo assedio. Nel 1866 Palmanova venne annessa al Regno
d'Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale la fortezza fu centro di
smistamento e rifornimento per le truppe sull'Isonzo; dopo Caporetto fu
incendiata dalle truppe italiane in ritirata. Nella Seconda Guerra
Mondiale l'arciprete Merlino fece recedere i tedeschi dalla decisione di
radere al suolo la fortezza. |
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La visita ideale di Palmanova inizia dal Civico
Museo Storico, in Borgo Udine, dove attraverso documenti, mappe e
fotografie viene illustrata l'evoluzione del sitema di fortificazioni.
L'esposizione, che comprende anche armi e monete, si articola in sezioni
che ripercorrono le fasi salienti della storia della città. A poca
distanza dal museo si trova il Palazzo del Ragionato, edificato
nel 1648 dal Provveditore Marcantonio Memmo per ospitare gli uffici
finanziari. Borgo Udine termina con Porta Udine, uno dei tre
monumentali ingressi a Palmanova, probabilmente progettati dallo
Scamozzi. Appena fuori Porta Udine sono l'acquedotto marmoreo e
la Caserma Montesanto, seminterrata, fatta costruire da Napoleone
nei primi anni dell'800. Proseguendo in direzione di Borgo Aquileia
s'incontra la polveriera napoleonica, adattata per ospitare
attività culturali, quale l'annuale Mostra di Stampe Antiche (agosto).
Il centro della città coincide con l'esagonale Piazza Grande, un
tempo usata per le esercitazioni delle truppe, oggi sede del mercato
settimanale. Nella piazza convergono i sei assi radiali della città,
intersecati da tre strade anulari. A l centro dello spazio sorge un pozzo
in pietra d'Istria con tre nicchie rivolte ciascuna ai tre borghi di Palmanova. Le statue di alcuni Provveditori Generali sono collocate al
margine della piazza in corrispondenza di borghi e contrade. Su Piazza
Grande affacciano diversi edifici storici: la Loggia della Gran
Guardia, dove in passato un corpo di guardia vigilava
sull'artiglieria, il Palazzo del Provveditore Generale (1548,
Marcantonio Memmo), che oggi ospita il Municipio, il Palazzo del
Monte di Pietà, di origine seicentesca ma riedificato nel '900, il
Palazzo del Governatore delle Armi, anch'esso seicentesco, il
Duomo Dogale, dalla travagliata storia costruttiva. Iniziato nel
1594, dotato della facciata nel 1615, coperto nel 1636 e consacrato nel
1777, il duomo ha interno ad aula unica e soffitto a capriate lignee.
Racchiude opere importanti: la pala dell'altar maggiore raffigurante il
Redentore (1854) di Domenico Fabris, una Madonna lignea di fine '400
attribuita a Giandomenico da Tolmezzo, l'altare delle Milizie (1641)
realizzato dal Padovanino. Il massiccio campanile è stato inalzato nel
1776. Nella Porta Cividale (1604-5) è collocato il Museo
Storico Militare, dove sono esposte mappe, cimeli, documenti,
uniformi dei vari corpi che si sono avvicendati nella fortezza fino alla
Seconda Guerra Mondiale. E' possibile visitare una parte delle
fortificazioni. Il percorso comincia dalla Loggia Veneta (xvi)
secolo), dove sono esposte uniformi e armi del periodo di co struzione
della fortezza, e prosegue con il Cavaliere, la postazione più
elevata all'estremità della cortina, sulla quale era collocata
l'artiglieria a lunga gittata, e il baluardo, un terrapieno a
punta di freccia (un baluardo si trova su ciascuna delle nove punte
della stella). Scendendo dal baluardo s'incontra la loggia (posto
di guardia) con sortita, un'ampia galleria che termina nella
falsabraga (tipo di terrapieno usato per nascondere lo spostamento
delle truppe dalle postazioni interne a quelle esterne). Segue il
fossato che separa la prima dalla seconda cerchia e il rivellino,
a forma di freccia come il baluardo, dal quale è visibile la terza
cerchia difensiva. In asse con il baluardo si trova la lunetta
che comprende alcune casematte. Palmanova può essere visitata
tutto l'anno, ma se ci si arriva durante il secondo week end di luglio
si può godere della suggestiva rievocazione storica che celebra il
vessillo della Serenissima Repubblica di Venezia. Nella stessa
occasione sfilano per le vie della città oltre duecento figuranti in
abiti seicenteschi, un carosello di cavalieri e le disfide tra i borghi.
Documentazione: siti web: "wikipedia" - "guide.com" -
"antoniomanno" |