Ardito Desio: esploratore e geologo italiano

Foto Ardito Desio

Ardito Desio nacque a Palmanova il 19 aprile 1897 da Antonio e Caterina Zorzella. Dopo aver frequentato il Liceo "Stellini" di Udine si laureò in Scienze Naturali all'univeristà di Firenze nel 1920. Divenuto libero docente di geologia nel 1927, nel 1929 è fondatore e direttore dell'Istituto di Geologia dell'Universita di Milano, università nella quale svolgerà tutta la sua prestigiosa carriera scientifica. Ha sviluppato ricerche di carattere geologico, geografico e paleontologico in Italia ed all'estero, compiendo missioni in svariate e disagiate parti del mondo. Ricordiamo quelle nel Dodecaneso (1921 e 1924), in Marmarica (1926), nel Karakorum (1929). In quest'ultima occasione esplorò il ghiacciaio Abruzzi (da lui così battezzato) e scoprì due grandi ghiacciai (Stagbor e Singhai). Nel 1931 attrauersò il Sahara libico in cammello, nel '32 fu in Iran con una spedizione che conquistò diverse cime oltre i 4000 metri. Poi per anni il suo impegno fu in Libia per ricerche sia di falde acquifere che di idrocarburi. Trouerà le prime tracce dei secondi nell'area ove, dopo la guerra, sarebbero sorti i grandi campi petroliferi libici. La guerra interruppe le missioni all'estero, riprese, però, subito dopo la fine del conflitto e fu così, per non ricordare che alcune mete, in Giordania (1952), Pakistan (1955), Afganistan (1961), Antartide (1962), Birmania (1967/68), Filippine (1970), (ina (1980), Himalaya (1986). La sua attività scientifica è compresa in oltre 360 pubblicazioni di diverso argomento. E' stato presidente di diverse associazioni scientifiche, direttore di riviste, accademico dei Lincei, insignito di innumerevoli premi ed onorificenze internazionali. La grande fama popolare gli venne nel1954 con la conquista della seconda vetta del mondo, il K2, spedizione della quale fu organizzatore e direttore, portandolo inoltre alia scoperta di un nuovo passo, il Mani-lo.

Allo scoppio della Grande Guerra si arruolò volontario, barando sull'eta, ancora troppo verde, e servendo nelle staffette cicliste. Congedato per scioglimento del reparto, attese la chiamata della sua classe ed entrò negli Alpini come sottotenente dell'8° reggimento. Fu catturato in Val d'Arzino dopo Caporetto ed internato in un campo di prigionia in Boemia. Dal 1954 fu socio della Sezione di Palmanova, che visitò più volte, partecipando con essa alle sfilate di numerose Adunate Nazionali, l'ultima a Milano nel 1992, quando era gia più che novantenne. E' morto nel 2001, a 104 anni, ed a lui è stato intitolato nel 2004 il coro sezionale.

link a wikipedia: Ardito Desio - link a geologia2000

 

La spedizione del K2.
Foto K2 Foto K2

 

Onorificenze: Cavaliere di Gran Croce, Ordine al merito della Repubblica Italiana; Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto; Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca (4 anni di campagna); Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia; Medaglia commemorativa italiana della vittoria.
Fototessera ufficiale Foto con cappello alpino

 

Palmanova, 29 aprile 2017. Ricordati i 120 della nascita di Ardito Desio.

manifesto serata del 120 anniversario della nascita

Benvenuti a questa serata che l'Amministrazione Comunale di Palmanova assieme alla Sezione ANA M. d’0. G. Tavoni di Palmanova ha inteso organizzare per ricordare i120 anni della nascita del prof. Ardito Desio. Questa serata non vuole essere una serata celebrativa ma essere una serata che metta in risalto la personalità del professor Desio: una persona che ha attraversato il novecento da protagonista nelle sue varie di vesti prima da studente, da ufficiale, da geologo, da esploratore, da insegnate all'università, da organizzatore di esplorazioni e della celeberrima conquista del K2. Quindi un personaggio dalla personalità poliedrica forte, che ha mercato un secolo di vita e noi siamo veramente onorati.
La città di Palmanova ha voluto intitolare la Casa di Riposo con il suo nome (in data 18 ottobre 2006 l’I.P.A.B., con decreto Regionale n.10 è stata trasformata in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Palmanova assumendo la denominazione di AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA “ARDITO DESIO” di PALMANOVA, con sede a Palmanova in Piazza Giuseppe Garibaldi n. 7). (…)
Gi alpini, invece, sono grati di aver potuto contare sulla sua presenza sia come iscritto fra le fila degli alpini della Sezione che lo ricorda negli anni novanta in cui, in là con gli anni, sfilava due o tre volte e voleva sfilare sempre anche con la Sezione di Palmanova quale segno di tributo alla sua terra natale. A suo nome è intitolato il Coro ANA sezionale. Non è un caso che il coro si chiama “Ardito Desio” non solo come omaggio ad un personaggio palmarino così illustre ma anche perché il prof. Desio incarna un pò quelli sono i valori dell’alpinità che sono quelli del dovere, del mettere a disposizione le proprie capacità a servizio della comunità . Il coro che porta il suo nome infondo racchiude queste caratteristiche e cioè ci sono singoli coristi che hanno doti naturali loro proprie ma che si uniscono e ognuno mette a servizio dell'altro quello che ha a disposizione e poi c'è un direttore che li conduce, li plasma, fa osservare delle regole: ecco potrebbe essere la sintesi del prof. Desio.

Paride Cargnelutti (vicepresidente del Consiglio Regionale)
(..) Questa è una serata culturale, di ricordo e fare memoria significa andare a cercare nelle nostre radici quello che è accaduto, quali sono stati i personaggi illustri che ci hanno preceduto e come noi, generazione successiva, abbiamo trovato la strada più facile.
Leggendo la vita di Ardito Desio mi ha colpito un passaggio: perché ha presieduto la spedizione per la conquista del K2 - gli americani ironizzavano sul fatto che gli italiani potessero arrivarci dopo ben tre loro fallimenti. Ardito Desio era un ambasciatore, una credibilità internazionale, oltre alle caratteristiche da geologo aveva anche questa visione e questa credibilità di scienziato e di politico che in qualche modo aveva porte aperte proprio perché era riconosciuta la sua autorevolezza. (…)

Stefano Perini (storico della Sezione ANA Palmanova)
Parlare compiutamente della vita e di quanto ha fatto Ardito Desio è certamente molto difficile, sintetizzarlo risulta pressoché arduo: una vita lunga ed intensa fatta di studio, di guerra, di insegnamento, di ricerca, di scoperta, di esplorazione condotte fino all'ultimo giorno. Ardito Desio è un figlio di questa città, nato a Palmanova il 18 aprile 1897, quindi 120 anni fa, sembra un tempo lunghissimo ma il fatto che sia morto sedici anni fa ce lo riduce di molto e comunque una vita che ha preso tre secoli, non da tutti, ma gli ha presi fin dalla gioventù riempiendoli di grande attività, determinazione, di grande volontà. Ha studiato qui a Palmanova e qui ha cominciato vedendo queste montagne che fanno da corona a questo Friuli. Poi ha proseguito gli studi al collegio Toppo-Wassermann a Udine e poi è passato al quarto ginnasio a Cividale per poi completare gli studi liceali allo Stellini di Udine. Sono anni in cui si innamora delle montagne ma anche comincia a frequentarle, ed attraverso la salita di molte di loro, dal Mataiur al Canin, quest'ultima assiema anche ad uno degli insegnanti Ciro Bortolotti che passava sempre l'estate nella villa della sua famiglia a Fauglis che gli ha accompagnati in questa prima grande conquista. Ciro Bortolotti è stato poi negli anni tra le due guerre presidente della Società Filologica Friulana e poi provveditore agli studi della Provincia di Udine. Il primo di altri personaggi importanti che hanno attraversato la vita di Ardito Desio.
Ma sono anche gli anni del fervore patriottico per legare l'Italia ai paesi irredenti e certamente Ardito Desio partecipa a questo spirito e quando viene l'occasione che la guerra si sta avvicinando ecco che lui decide di volervi partecipare e non avendo ancora terminato gli studi liceali nel 1915 mentre si addensano le nubi di guerra anche per l'Italia (la Grande Guerra è già iniziata su altri fronti) egli decide di partire volontario e lo fa avendo un'eta che a quel tempo non era ancora la maggiore età per cui per arruolarsi bisognava avere il consenso del proprio genitore e certamente sarebbe stato difficile da avere ma egli in quel caso pensando che il fine giustifica i mezzi ne imbrogliò la firma. Egli è diventato volontario nei volontari ciclisti che avevano il compito di tenere il collegamento tra i vari reparti o di portare notizie e ordini dai comandi più grandi verso quelli che erano di prima linea e in questa attività egli ha passato i primi mesi di guerra fino all'ottobre del 1915, poi questa compagnia di ciclisti volontari è stata soppressa.
Pensò in quel momento di aspettare la chiamata della sua classe (1897) che non sarebbe tardata e di completare nel frattempo gli studi. Quindi nel 1916 partecipa in una sezione suppletiva fatta proprio per coloro che dovevano essere stati richiamati alle armi e fece l'esame di maturità conseguendo la licenza liceale e dopodiché si iscrisse all'università. Gia negli i anni precedenti proprio attraverso anche per questo amore per la montagna i suoi interessi di studente erano andati verso lo studio della natura, della geologia in particolare, e per questo scelse la facoltà di scienze naturali all'università di Firenze.
Comincio il corso di studi ma venne richiamato come tutta la sua annata ed essendo diplomato fece il corso di allievi ufficiali, scalpitando sempre per poter andare in prima linea. I mesi passavano perché essi dovevano essere addestrati per diventare dei comandanti validi e perché i suoi superiori avrebbero voluto trattenerlo vedendo le sue qualità intellettuali, per farlo diventare insegnante soprattuto di alpinismo (era stato anche membro del Club Alpino Friulano.
Tanto fece che fu mandato in prima linea e tra quelli alpini che erano il suo obiettivo diventando sottotenente di una compagnia mitraglieri alpini che venne mandata al fronte proprio mente il fronte stava iniziando a crollare. Vi arrivò mentre era in atto quella offensiva che viene chiamata “disfatta di Caporetto”. Arrivò in Val di Resia ma subito la sua compagnia dovette iniziare a ritirarsi e quindi dalla Val di Resta scendere al Tagliamento e cercare una via della salvezza come tante altre. Ma nel frattempo le truppe avversarie gli avevano già superati per cui si trovarono si trovò bloccato in Val d'Arzino e pur cercando di svincolare da qualche parte, di nascondersi per evitare la cattura, alla fine il 7 novembre 1917 dovette arrendersi agli austriaci e fu mandato come prigioniero in Boemia. Fu un anno durissimo, situazione aggravata dalla spagnola.
La guerra termina il 4 novembre e le porte de campi di prigionia si aprono; egli come tanti altri, guidato da nessuno se non dalla volontà di ritornare a casa, raggiunge Trieste. Era al corrente che anche la sua famiglia era profuga e fuggita da Palmanova (la città era andata in parte a fuco) ed giunta, dopo rocambolesche, peripezie a Napoli. Voleva ricongiungersi ai cari ma arrivando da ex-prigioniero in Italia le cose non cambiarono: gli italiani prendevano tutti i prigionieri e per rinchiuderli in alcuni campi, in questo caso nel Porto Vecchio di Trieste, vi era una certa diffidenza verso di loro e trattati come traditori, in alcuni casi non gli avevano permesso di avere dei pacchi viveri. Anche qui scalpitava dimostrando la sua determinazione chiuso in questo campo “contumaciale" ma approfittando dell'apertura del portone per fa entrare un generale in visita riuscì a fuggire. Salì su una nave insieme ad altri prigionieri che venivano spostati ed arrivò Venezia ma lì venne riconosciuto e nuovamente inviato in campo contumaciale in Emilia Romagna per altri due mesi in un campo contumaciale. Al termine giunse a Napoli.
Il suo servizio militare continuò ancora per un breve tempo ma gli venne permesso di continuare gli studi e nel 1920 si è laureato assieme a degli stelliniani che diventeranno famosi come Egidio Stefano Feruglio in campo geologico e Ludodvico Di Caporiacco ntonoto entomologo e aracnologo italiano.
A Firenze conosce un altro personaggio che in quel momento non era tanto importante ma lo sarebbe diventato in seguito: Italo balbo, anche lui alpino che poi ricoprirà l’incarico di governatore della Libia ai tempi in cui Ardito Desio visiterà questo paese. Italo Balbo in quel momento aveva già fondato il giornale alpino che continua ad essere il giornale dell'Associazione nazionale. Dopo la laurea, continua a Firenze poi a Milano e sarà fondatore dell'istituti di .. e comincerà la sua carriera di insegnatene, di studioso (…).

Vorrei porre l'attenzione su un altro aspetto della vita di Ardito Desio che non sempre è debitamente sottolineata ossia l’ amore per la nostra regione, un amore che non è soltanto affettivo, ma anche di condivisione e difesa della sua identità.
Tiziano Tessitori, nel luglio del 1945 sul quotidiano "Libertà" pubblica il manifesto per l'autonomia friulana. E' l'avvio della lunga battaglia che porterà alla nascita della nostra regione a statuto speciale e che gli varrà l'appellativo di "padre" della stessa vi erano molti che volevano che il Friuli facesse parte del Veneto anche per motivi di confine: una piccola regione ai confini ancora contesi sembrava poco convincente. Il 15 dicembre 1946 presentò ai padri costituenti un opuscolo in cui si spiegava perché il Friuli dovesse essere una regione indipendente e tra coloro che elaborarono questo opuscolo vi era anche Ardito Desio acanto a grandi personaggi ed intellettuali della nostra cultura. da Pier PaoloPaolini a Ivano Trinco a Ivo Paschini a Gaetano Pietra. Questo fermento contribuì a far si che il Friuli divenga una regione autonoma, per il momento non ancora a statuto speciale.
In seguito egli ha sempre mantenuto un contato con i problemi del Friuli sui quali egli ha scritto molto. Possiamo considerarlo anche come un padre dell'Università di Udine perché assieme al comitato per l'Università di Udine si è reso partecipe di questa lotta e il 25 marzo 1972 è stato invitato a parlare in piazza 20 settembre dal balcone del Palazzo “Kechler" per perorare la causa dell'università friulana di fronte a un vasto pubblico ma anche in un ambiente difficile. Ma questo è stato il primo tassello di tutta quella storia successiva che porterà alla nascita dell'Università del Friuli, tra l'altro in un primo momento le scelte da parte del governo non erano tanto favorevoli poi subito dopo si pensò di creare un'università libera, si presero contatti con la Bocconi di Milano e anche qui Ardito Desio fu il tramite affinché il rettore della Bocconi venisse in Friuli. L'amore per questa terra e per la difesa dei diritti e dei valori del Friuli si evince in un gran numero di articoli da lui pubblicati su diversi giornali di cui uno si intitola "Dichiarazione d'amore alla natia Palmanova” (1968) in cui recita “.. ma anche ieri sera la penna si ribellava nelle mie mani e la testa diventava sempre più pesante per il sonno. Alla fine ho reclinato il capo su un braccio in attesa di una idea da sviluppare , brandelli di pensieri si seguivano nella mia mente ma non riuscivo a trattenerti a completarti. La alpi giulie, le ascensioni solitarie, le ricerche geologiche, Palmanova, i bastioni, il mercato del lunedì, i vecchi amici, ..". La difesa del Friuli passa anche attraverso una difesa della lingua friulana e in merito a ciò nel 1974 si lamentava come il friulano non fosse diventata lingua ufficiale “… se non abbiamo ancora il friulano come lingua è perché non l'abbiamo chiesta con la forza dei valdostani, non abbiamo usato ogni mezzo lecito e illecito come hanno fatto gli altoatesini. Sappiamo bene che i friulani piuttosto che a chiedere sono inclini a fare, a fare da soli, senza attendere che arrivi la manna dal cielo ma in questo caso è necessario chiedere poiché specialmente nel clima di disordine, di disinteresse nelle autorità politiche e decisionali, non è certo attendendo in silenzio che si può sperare di ottenere poi nel tempo”. Con la legge 482/99 - che da applicazione all'art. 6 della Costituzione italiana - la lingua friulana è riconosciuta e tutelata in quanto lingua propria della "minoranza linguistica storica friulana", minoranza riconosciuta e tutelata anche dall'Unione Europea.

Concudo il mio intervento con una poesia che ad Ardito Desio è stat dedicata da Edi Bortolussi in occasione dei suoi cent'anni:
tu as viodut il mont in lun e il larc, in alt, tu cognosis il mondo plui che il soreli che di secui gli gire in tor. Lasu in alt tu as sentir il naebond dal cil con dentro un tribolat di siun chi san Friul.

http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-109174