Il giornale sezionale

 

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"LA PLUME" Periodico semestrale della Sezione A.N.A. di Palmanova

Redazione e Amministrazione: via Cavour, 10   33057 Palmanova (Udine) - tel. 0432928250

Direttore responsabile: Silvano Bertossi

Editore: A.N.A. - Sez. "G. Tavoni"  Palmanova - Presidente: Luigi Ronutti

In redazione: Alberto Plef - Davide De Piante - Ermanno Dentesano - Ezio Del Bianco -  Domenico Fanco - Luigi Runutti - Lorenzo Zucchi - Marco Valditara -  Silvano Bertossi - Stefano Padovan - Stefano Perini

Stampa e fotocomposizione: OGV  Officine Grafiche Visentin  Palmanova (UD)

 


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Giugno 1995

Copertina dei primo numero del giornale sezionale "La Plume"

 

Fin dalle origini la Sezione ha dato la giusta importanza alla presenza sulla stampa locale, affinché ciò che veniva fatto e realizzato fosse conosciuto dall'opinione pubblica. Naturalmente nelle sue giuste dimensioni, perchè per gli Alpini danno certo più importanza all'essere che all'apparire. Ciò è stato continuato anche in seguito, ma divenne poi importante avere anche una possibilità di informare i soci delle attività svolte e da svolgere nonchè delle problematicbe sezionali e nazionali. Cosi per i Gruppi rendere note le loro realizzazioni, le loro manifestazioni, creando un interscambio interno di notizie. lnsomma di possedere, come altre Sezioni, un proprio notiziario. Stamparlo in proprio si rivelava, però, oneroso per le casse sempre esangui, per cui l'idea restava tale. Infine una valida soluzione venne trovata tramite la disponibilità della Sezione di Udine: avere a disposizione alcune pagine sul loro giornale "Alpin jo mame". Cio iniziò durante la presidenza Ganis: la prima presenza avvenne nel numero 1972 di "Alpin jo mame". E' da dire, però, che ad insistere per un giornaletto proprio o per un'altra soluzione era stato anche negli anni precedenti il presidente Sandrini. Della redazione si interessò l'alpino Mario Grabar, giornalista professionista, validamente coadiuvato dallo stesso Renzo Canis. La collaborazione con la Sezione udinese è durata vent'anni in maniera sempre poitiva e costruttiva, memtre cresceva il numero di pagine a disposizione e s'era costituito un regolare comitato di redazione per organizzare articoli e spazi, ma l'aumentare delle attività della Sezione di Palmanova rendeva sempre più impellente la necessita di avere un organo proprio, da gestire in maniera più autonoma, soprattutto nei tempi, oltreché  nel formato e numero di pagine. Il problema dei costi, dei contatti con la tipografia e così via rendeva, però, dubbiosi sulla possibilità della realizzazione. Infine, durante la presidenza Valditara, si prese il coraggio a due mani e si fece il grande passo: nacque "la Plume", il cui primo numero uscì nel giugno 1995. Direttore responsabile fu Mario Grabar, con la sua grande professionalità e disponibilità. In questo modo, con legittima soddisfazione, il Presidente presentò l'iniziativa: "La nascita di un proprio giornale rappresenta indubbiamente una tappa fondamentale nella vita di una Sezione: oltre infatti a fornire un insostituibile veicolo di comunicazione con e tra gli associati, costituisce l'esaltante conferma di aver raggiunto quel grado di maturità associativa che permette di affrontare serenamente un impegno gravoso quanto gratificante". Quanto al nome, ci furono diverse proposte. Piaceva "Alpini della Bassa", ma poi un'idea fu vincente: La plume, appunto, che univa il simbolo degli Alpini alla lingua friulana e cioè al linguaggio della zona ed alla sua tradizione culturale. La realizzazione grafica, moderna e dominata dal colore verde, fu di Moira Morsut, mentre la redazione e stata guidata da Stefano Padovan e Marco Valditara. Un ulteriore simpatico e gradito arricchimento è stato costituito dal calendario, ogni anno dedicato ad un tema specifico: le sedi di Gruppo, il coro e la fanfara, la Protezione Civile ecc., che esce con il numero di fine anno. Purtroppo dai tre numeri annuali del periodico dell'inizio, a causa dell' aumento dei costi e tipografici e postali, si e scesi a due, ma ricchi di notizie e contenuti e anche al calendario negli ultimi anni si è dovuto rinunciare.

 

 


 


A custodia di un patrimonio antico

Fine anno, tempo di bilanci. I giornali, un tempo, usavano riportare gli avvenimenti salienti accaduti nel corso dell'anno che stava per chiudersi. oggi la cronaca è talmente travolgente da mettere in secondo piano il passato, ma noi per cercare di capire a fondo il presente, proprio al passato vorremmo tornare. I questo particolare periodo, in cui sembra che debbano prevalere solo gli aspetti negativi, come l'egoismo e la violenza, credo sia importante riflettere su quei valori positivi che sono in noi ed hanno caratterizzato l'evoluzione della nostra Associazione.Mi riferisco in particolare all'amicizia ed allo spirito di sacrificio! Viviamo un tempo senza memoria, in cui rischiamo di perdere il ricordo delle innumerevoli benemerenze acquisite dalle "Penne Nere", sia sui campi di battaglia, sia sui fronti della solidarietà, dove in questi ultimi 60 anni è rifulsa una luce nuova carica di umanità! Gli Alpini si sono sempre sacrificati con esemplare dedizione, in questo mondo indifferente e basato solo sul consumismo. Con compattezza e volontà, hanno dato una lezione grande, immensa dappertutto dove si sacrificarono e caddero, e dove oggi continuano ad impegnarsi, per portare aiuto, per accendere una speranza! Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi gli Alpini si sono assicurati meriti senza fine per la loro costante disponibilità in tutte le iniziative di carattere sociale fiorite nelle comunità piccole e grandi. Si sono posti e si pongono sempre in testa quando c'è da spendersi nel volontariato e per i bisogni locali! Gli orizzonti delle "Penne Nere" sono sempre stati ampi, mai limitati o chiusi: hanno portato aiuto in tutte le regioni d'Italia colpite da avversità e si sono spinti anche fuori dei confini nazionali, non hanno mai fatto calcoli, mai distinzioni! Il loro primo motto è "aiutare". merito degli Alpini in tutto questo, è l'aver spirito di gruppo, una ammirevole concordia, una rara capacità di rapportarsi con la gente. E' importante che si sappia mantenere vivo questo "Spirito Alpino", anche nel futuro, sopratutto pensando alle novità ed ai cambiamenti che riguardano la ristrutturazione dell'Esercito. Lo "Spirito Alpino" deve essere trasmesso come simbolo di tanti valori che rischiano di andare perduti nella moderna società, è un patrimonio antico di cui gli Alpini sono sempre stati strenui custodi, determinanti nell'accrescerlo e nel consegnarlo alle nuove generazioni."La Plume",  
gennaio 2007
Luigi Ronutti

 

 

Agli alpini non si può dire di no

In breve questa è la piccola storia, la chiamerei vicenda, del perchè ho accettato la direzione de "La plume". Più di un mese fa,è venuto a casa mia Luigi Ronutti, presidente della sezione ANA di Palmanova che comprende 31 gruppi. Mia moglie, al mio rientro, mi ha comunicato che Ronutti si era presentato per propormi la direzione del notiziario degli alpini e che mi aspettava nella sede dei Combattenti, che dista da casa mia non più di una cinquantina di metri. L'ho raggiunto dicendomi che non avrei accettato perchè già firmo a Palmanova, come direttore responsabile, il "Palma". Ebbene, mi sono incontrato con Ronutti e abbiamo bevuto assieme un bicchiere di vino. Chi avevo di fronte avrà pronunciato non più di una ventina di parole. Sono state più che sufficienti. Ho accettato.Agli Alpini non si può dire di no.
aprile 2009                                                               
Il direttore di "la plume": Silvano Bertossi