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La magia di .... Nikolajewka

Sabato 26 gennaio 2008......Bagnaria Arsa..... la temperatura esterna è pungente ma ben lontana dai -40gradi del 1943.

Gli alpini sono silenziosi ed attenti. Si ricorda l'anniversario della battaglia di Nikolajewka.

Il reduce rivive quei momenti, i passi significativi della ritirata; sono cose che si sanno e che tutti abbiamo letto sui libri. Sono però palpabili le emozioni che il reduce Vicentini porta nel cuore; e come in un film ci sembra di rivedere i suoi compagni del Battaglione Monte Cervino che sono rimasti nella steppa russa e poi, ecco che nella sacca, risuona una voce maestosa.... si è lui, il generale Reverberi che grida "TRIDENTINA, TRIDENTINA AVANTI".

E per concludere, gli alpini, in armi e in congedo, del nord e del sud (eccone due di Caserta) sono con noi per onorare e ricordare chi, come i nostri veci contribuirono a scrivere la storia d'Italia.

Grazie vecj.

Davide De Piante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      26 gennaio 2008 - immagini ricordando Nikolajewka

Vicentini: reduce del Monte Cervino

 


 

53^ Assemblea Sezionale dei Delegati di Gruppo

Sevegliano, 16 marzo 2008

Sunto della relazione morale del Presidente Luigi Ronutti sull'attività svolta nell'anno 2007

Autorità, signori delegati, alpini ed amici degli alpini,

anche quest'anno ci ritroviamo riuniti in questa nostra Assemblea - ospiti del Gruppo di Sevegliano-Privano che ringrazio per l'accoglienza ...... Parlando con gli amici, mi sento spesso ripetere quanto è cambiata la nostra società.......Cio che più colpisce ed amareggia è il vedere stravolti in modo radicale quei valori ineludibili, fondanti la nostra stessa natura umana ed i rapporti che ci legano così profondamente. Ma non dobbiamo scoraggiarci, perchè abbiamo ancora tante pagine importanti da scrivere nella nostra storia. Affrontiamo pertanto con serenità il futuro, imparando dal nostra passato.....

Forza della Sezione: Alla chiusura del tesseramento per l'anno sociale 2007 la nostra Sezione contava su di una forza di 2017 soci alpini e di 505 soci aggregati, per un totale di 2522 associati fra i quali contiamo 75 nuovi soci alpini e 23 nuovi soci aggregati.......

Manifestazione e Rappresentanza: Anche il 2007 ha visto la nostra Sezione fortemente impegnata sul piano degli incontri e delle manifestazioni. Abbiamo doverosamente rispettato le celebrazioni istituzionali, sia nell'ambito del nostro territorio che al di fuori; quando il vessillo è stato presente ha sempre ricevuto una lusinghiera accoglienza......

Borse di studio ed iniziative per le scuole: Anche nel 2007 abbiamo tenuto fede all'iniziativa rivolta agli studenti meritevoli che hanno completato il ciclo di studi nelle scuole medie inferiori, con la consegna delle borse di studio intitolate al compianto Presidente Renzo Ganis.....

Protezione civile e solidarietà: ......Quest'anno, a differenza di quanto avvenuto negli anni scorsi, la nostra struttura non è stata particolarmente impegnata in attività di Protezione Civile vera e propria. I volontari hanno dato il meglio per ultimare la sistemazione del magazzino della P.C. nella caserma Piave che ora è diventato un importante centro di aggregazione e base logistica H24 per qualsiasi esigenza....la nostra Sezione ha prodotto in attività di P.C. e di solidarietà ben 32.363 ore uomo, devolvendo in donazioni un importo ammontante a € 33.948,69.....

La plume: Anche nel 2007 siamo usciti con 2 numeri del nostro giornale: finalmente abbastanza puntuale con i tempi. Con il numero di giugno il nostro giornale è uscito con una nuova veste grafica, a colori e in un nuovo formato. ...La plume resta uno strumento fondamentale di circolazione, in primis all'interno della sezione, di informazioni, opinioni ed idee che inoltre ci aiutano a farci conoscere da tutta la grande famiglia alpina....

Ritorno alla montagna e attività sportive: Il rilancio del ritorno alla montagna nel 2007 è stato curato dalla Commissione Giovani che ha cercato di coinvolgere anche altre realtà....L'attività sportiva è da sempre un'attività importante il cui obiettivo primario è quello di creare ulteriori occasioni di incontro e di richiamo, soprattutto per i giovani. Il 2007 è stato contrassegnato da un aumento sia di atleti che di gruppi partecipanti.....

Coro sezionale: Il coro ANA Ardito Desio ha festeggiato nel 2007 il 5° anno di costituzione. Nato il 20 settembre 2002 da un gruppo di 22 elementi ora grazie alla caparbietà dei due maestri, Bruno Fritsch e Nazario Modesti, il numero è salito a ben 40 coristi....

Vita dei Gruppi: Sebbene molte siano le attività che organizza la Sezione, alle quali i Gruppi partecipano in un buon numero, possiamo registrare con piacere che essi continuano a gestire molte iniziative che scaturiscono, per lo più, in seno ai singoli Gruppi, dimostrando così la loro vitalità e la loro sensibilità alle esigenze, alle tradizioni ed alle caratteristiche delle singole realtà locali.....

Organi associativi: Le attività fin qui elencate, sono state rese possibili dalla collegialità di gestione improntata fra tutti i componenti del Consiglio Direttivo Sezionale. La concordia, la disponibilità e la capacità dimostrate mi hanno permesso di guidare la Sezione utilizzando costruttivamente le 12 sedute ordinarie del Consiglio, che durante tutto l'arco dell'anno ci hanno visto esaminare il lavoro delle commissioni e dei gruppi di interesse, deliberando in ordine al materiale presentato.....

Giovani: La commissione giovani della sezione si è riunita più volte per organizzare e pianificare le attività da svolgere nel corso dell'anno..... manutenzione e sistemazione del cimitero austro-ungarico di Palmanova.... rilancio dell'iniziativa ritorno alla montagna....Con il nuovo anno Davide De Piante passerà la mano, quale referente sezionale dei giovani, al socio alpino Stefano Adami, venticinquenne del gruppo di Corgnolo-Pampaluna, il quale assieme all'apposita commissione, ci auguriamo, possa trovare le occasioni e le iniziative, che sappiano coinvolgere i tanti giovani iscritti per renderli parte attiva sia nel Gruppo, che nella Sezione...

Considerazioni conclusive: L'anno 2007 si è dunque chiuso in modo positivo per la nostra Sezione, che ha saputo continuare con tenacia ed impegno, un cammino che guarda al futuro, con la speranza di scrivere ancora tante pagine importanti per la nostra storia....Dopo 6 anni di mia presidenza vi ringrazio per la fiducia e l'amicizia che mi avete sempre rivolto; posso constatare che la nostra Sezione non ha perso alcuno dei valori sui quali la nostra Associazione è stata fondata......Ciò ci deve indurre a guardare avanti con prudenza e decisioni ben ponderate, perchè, forse mai come oggi, il nostro futuro e quello dei nostri figli, sono affidati alla volontà, all'intelligenza, al senso del dovere e di responsabilità, alla nostra testimonianza che non può e non deve limitarsi a una presenza silenziosa e troppo facilmente ignorata.

Viva gli Alpini, Viva l'Italia

 

    Sevegliano, 16 marzo 2008 - immagini Ass. Sez. dei Delegati di Gruppo


54°Assemblea Sezionale dei Delegati di Gruppo

Bagnaria Arsa, 8 marzo 2009

Sunto della relazione morale del Presidente Luigi Ronutti sull'attività svolta nell'anno 2008

(la relazione completa è reperibile sul n.1/2009 de "la plume" qui pubblicata nella relativa pagina del sito)

Autorità civili e militari, signori delegati, alpini ed amici degli alpini

giunto alla scadenza del settimo anno come Presidente, presento al vostro giudizio l'operato della Sezione di Palmanova nell'anno trascorso, con la serenità di chi pensa di aver assolto il suo compito con impegno e disponibilità. Quest'anno siamo ospiti del Gruppo di Bagnaria Arsa, che ringrazio per l'accoglienza, il quale festeggia anche il 50° anniversario della sua costituzione. Un anniversario di Gruppo così importante fa pensare innanzitutto alle generazioni che in esso si sono avvicendate, contribuendo a diffondere e mantenere lo spirito alpino: dai reduci della Grande Guerra ai giovani che terminavano il servizio di leva e si sentivano orgogliosi di quell'esperienza, fieri soprattutto di potersi fregiare del titolo di "Alpino" che era stato, prima del loro nonno, poi del padre ed infine del fratello maggiore, che, per anni, aveva fatto pesare loro "l'anzianità alpina". Un Gruppo, quello di Bagnaria Arsa, che ha saputo mantenere sempre un'attività associativa ammirevole, come testimonia l'appuntamento settimanale nella sede, dove ci si confronta per i programmi futuri. Da parte mia e di tutti gli Alpini e Amici della Sezione di Palmanova, auguro al Gruppo lunga vita e formulo con calore l'incitamento verso sempre più prestigiosi traguardi, perseverando, come sempre ha fatto, nella fede ai valori su cui si basa la nostra Associazione. Anche nelle tantissime attività svolte durante il 2008, posso affermare senza alcuna presunzione di aver constatato, ancora una volta, quanto la nostra Associazione sia stimata ed amata, come sia tenuta in valida considerazione dalle numerose autorità ed istituzioni, in un rapporto di grande fiducia. Il merito va soprattutto ai nostri Alpini, per  quanto hanno saputo fare in campo sociale, umanitario e nel volontariato, fedeli al nostro antico, ma sempre attuale motto, "ricordare i caduti aiutando i vivi". Vi invito ad alzarvi per rendere omaggio alla nostra bandiera e allo stesso modo vi chiedo di rivolgere un reverente pensiero agli Alpini ed Amici "andati avanti"; al loro ricordo accomuniamo tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine, caduti nell'adempimento del proprio dovere.

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Considerazioni conclusive: Sono così giunto al termine della mia relazione. Anche quest'anno ho potuto descrivere un anno sociale intenso contrassegnato da una miriade di attività, che ritengo adeguate ai livelli attuali della Associazione. Ma fino a quando possiamo mantenere questi ritmi ed i numeri associativi? Guardando in faccia la realtà, senza troppi rimpianti o peggio senza false preclusioni, possiamo dire che se da un lato le condizioni generali di sviluppo ci hanno permesso di poterci liberare da una serie ancestrale di condizionamenti e di paure, dall'altro ci troviamo svuotati di valori e di speranze, incapaci di guardare avanti e di pensare ad un futuro che ci possa entusiasmare. Ciò che più colpisce ed amareggia è vedere stravolti in modo radicale quei valori fondamentali ed ineludibili della nostra stessa natura umana e dei rapporti sociali, che ci legano così profondamente. Ma come potremmo tentare di uscire da questa condizione? Sicuramente per trovare una soluzione a tutto ciò, ci vorrà molto impegno da parte di tutti i soggetti cointeressati nel processo educativo e formativo delle nuove generazioni, almeno fino a quando non ci sarà una maturazione più diffusa nella società in cui viviamo, attraverso una condivisione di valori e di modelli che riscoprano il senso vero e profondo della nostra esistenza, dei rapporti etici e morali che ci vincolano profondamente e che ci caratterizzano come esseri umani dotati, si, di istinti, ma anche di ragione e volontà. Da parte nostra, possiamo dire che gli Alpini sono stati più fortunati di altri, perchè nella condivisione della nostra "naja" abbiamo imparato a declinare non solo i diritti, cosa attuale oggi alla maggior parte delle persone, ma soprattutto abbiamo capito cosa significa il "dovere" pagato spesso nel passato dai nostri "veci" con la morte e con la sofferenza più inaudita, mentre per i giovani più fortunati c'è stata comunque la possibilità di imparare il dovere della solidarietà e del rispetto, che con il tempo è diventato sempre meno "dovere" e sempre più "alpinità". Coraggio Alpini! Abbiamo ancora parecchie pagine importanti da scrivere nella nostra storia! Affrontiamo il futuro ricordando sempre il nostro passato! Rinnovo il mio saluto alle autorità ed alle Sezioni consorelle presenti a questa nostra assise annuale; saluto, in particolare, il rappresentante della Brigata Alpina Julia ed attraverso lui rinnovo la nostra vicinanza a tutte le Penne Nere in armi. Faccio i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Primicerj. Permettetemi, cari delegati ed amici, di chiudere con un ringraziamento a tutti voi per l'amicizia che mi offrite, e vi prego di portare un caloroso saluto alle vostre famiglie, ed in particolare alle vostre mogli, che pazientemente sopportano la nostra intensa attività: a buon diritto possiamo chiamarle "Alpine" perchè come noi vivono in questa nostra grande famiglia! Grazie.

Viva gli Alpini

Viva l'Italia

 

   Bagnaria Arsa  8 marzo 2009 - immagini Ass.Sez. dei Delegati di Gruppo


55°Assemblea Sezionale dei Delegati di Gruppo

Trivignano Udinese, 14 marzo 2010

Sunto della relazione morale del Presidente Luigi Ronutti sull'attività svolta nell'anno 2009

(la relazione completa è reperibile sul n.1/2010 de "la plume" qui pubblicata nella relativa pagina del sito)

Autorità civili e militari, signori delegati, alpini ed amici degli alpini,

a nome mio e del consiglio direttivo sezionale giunga il più cordiale saluto a tutti Voi che oggi siete intervenuti a questa nostra annuale assemblea, organizzata dal gruppo di Trivignano Udinese, che ringrazio per l'ospitalità.

Il momento storico che stiamo vivendo, gli avvenimenti propostici dalla cronaca sia nazionale che mondiale e gli scenari nuovi che si stanno delineando nella società, nel mondo politico e nelle nostre stesse comunità, ci vedono al tempo stesso protagonisti e spettatori di situazioni inedite che richiedono atteggiamenti positivi a fronte di cambiamenti epocali di cultura e di strutture. Siamo chiamati a sviluppare una sensibilità nuova, a cominciare dall'accoglienza alle persone straniere, nella varietà delle opportunità e delle sfide che ci vengono poste. Stiamo andando verso un futuro sempre più complicato e sempre meno ragionevole, ma, pur trovandoci immersi in questa confusione, sono sicuro che ciò che si manterrà salda sarà la nostra Associazione con i suoi ideali e lo spirito alpino che regna in essa, anche se ci rattrista dover constatare come sia in atto, ormai da un decennio, una diminuzione dei reparti alpini effettivi si da far venire meno in maniera irreversibile la "materia prima" per la nostra Associazione. A ciò, spiace dirlo, si aggiunge frequentemente il deprecabile costume di dirottare dappertutto, anzichè dove si porta il cappello alpino, quei pochi giovani che chiedono di arruolarsi nei reparti alpini. Una piccola speranza ora ci giunge dalla così detta "mini naia", confidando che il periodo di permanenza nelle Truppe Alpine venga protratto fino a far compiere a questi giovani il giuramento in modo tale che essi possano diventare Alpini a tutti gli effetti e portare "legittimamente" il cappello alpino. In questo quadro a tinte scure la nostra Sezione per ora tiene; ma fino a quando riusciremo a mantenere i nostri tradizionali numeri? Quest'anno ricorre il 55° di fondazione della nostra  Sezione. Un traguardo che ci accingiamo a festeggiare consapevoli, a buon diritto, di quanto abbiamo fatto grazie al contributo di tutti coloro i quali, nel corso di questi anni, hanno frequentato le nostre fila e soprattutto di quanto dovremo impegnarci per il futuro. A sezione di Palmanova si è sempre distinta per la sua fattiva presenza in ogni circostanza in cui l'Associazione Nazionale Alpini è stata attiva sia nel difendere i valori che sono alla base dell'alpinità, che nel campo della solidarietà e credo che quanto fatto e quanto si farà sia un esempio che merita di essere valorizzato e indicato in particolare alle nuove generazioni, affinchè esse siano in grado di raccogliere il testimone e progredire verso nuovi traguardi a vantaggio delle nostre comunità e di tutte le persone bisognose. Prima di entrare nel dettaglio dell'attività svolta dalla nostra Sezione durante l'anno sociale 2009, rivolgiamo un doveroso saluto al nostro tricolore, simbolo della nostra Patria, unica e indivisibile. E' un atto non fine a se stesso, ma che rappresenta il riconoscersi in quel giuramento di fedeltà espresso da tutti noi nell'entrare a far parte della "FAMIGLIA ALPINA", il perpetrarsi di quel senso del dovere che si manifesta nella disponibilità all'aiuto reciproco, nel senso di gratitudine verso colore che, con il loro sacrificio ed il loro esempio, ci hanno consentito di vivere un'epoca di benessere e di tranquillità, anche se oggi, come dicevo prima, i cieli sopra gli scenari internazionali e nazionali sembrano volgere al sereno.

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Considerazioni conclusive: La nostra, grazie all'impegno di tutti, è certamente una Sezione attiva. Quindi non vi chiedo di fare di più, ma di continuare in questo lavoro, che già ci distingue positivamente. Dobbiamo senz'altro insistere sulla strada che anche per l'anno trascorso, ha dato buoni risultati nel recupero degli alpini che non si sono ancora iscritti alla nostra Associazione. E' l'unico serbatoio che abbiamo per mantenere i numeri - i quali non sono certo l'elemento fondamentale, ma aimè contano - sperando di trovare tra questi nuovi soci anche qualcuno che voglia partecipare più attivamente alla nostra vita associativa. Ma c'è un altro serbatoio di impegno, di energia e di valori da cui attingere, ed è quello che già abbiamo noi costruito con i nostri giovani. Spesso su fi loro siamo scettici, interrogandoci sulla loro volontà di impegnarsi con continuità; talvolta dubitiamo sul fatto che non vi siano in loro, in misura forte, quei valori che formano la nostra ossatura. In realtà bisogna che, da parte nostra e da parte di coloro che già da tempo portano lo zaino dell'impegno alpino, si guardi verso i giovani con fiducia: del resto non si può non farlo. Sono il nostro futuro. Sono il futuro della nostra Sezione, in particolare dobbiamo avere verso di loro maggiore fiducia, che significa aprirsi e dare loro la possibilità di esprimersi compiutamente; dobbiamo ascoltare le loro ragioni in modo che possano incamminarsi sul sentiero dei valori proposti dalla nostra amata Associazione. L'impegno dei nostri giovani è già oggi evidenziato dal fatto che sono diversi i Gruppi nei quali, specialmente in questi ultimi anni, taluni di essi sono stati eletti quali capigruppo ed altri sono entrati nei consigli direttivi. Forse l'attività lavorativa li frena rispetto a chi ha più disponibilità di tempo, ma so che con la passione e lo spirito alpino queste difficoltà possono essere superate, anzi, vengono superate, e può esserlo di più se si creano sinergie tra giovani e meno giovani. Se c'è collaborazione reciproca, con la volontà da una parte di ascoltare nuove idee e dall'altra parte, di tenere conto delle esperienze maturate, senza preclusioni e pregiudizi, ogni difficoltà può essere superata. Sono utopie queste? Penso di no: i valori veri non hanno tempo. Tutti noi crediamo nella nostra alpinità, e se siamo disponibili alla collaborazione la nostra Associazione e la nostra Sezione avranno certo vita lunga e positiva. Coraggio alpini e amici: abbiamo ancora parecchie pagine importanti da scrivere nella nostra storia. Rinnovo il mio saluto alle autorità ed alle sezioni consorelle presenti q questa nostra assise annuale. Saluto il rappresentante del consiglio nazionale A.N.A. Franco Munarini; il rappresentante della Brigata Alpina Julia ed attraverso lui esprimiamo la nostra vicinanza a tutte le penne nere in armi. Permettetemi cari delegati, amici, colleghi del consiglio direttivo sezionale e collaboratori di chiudere con un ringraziamento a tutti Voi, che mi offrite la Vostra preziosa amicizia e vi prego di portare un caloroso saluto alle vostre famiglie ed in particolare alle vostre mogli che pazientemente supportano e talvolta sopportano, la nostra intensa attività. A buon diritto possiamo chiamarle "alpine" perchè come noi vivono in questa nostra grande famiglia, grazie.

Viva gli Alpini, viva l'Italia.                                                                                                                                            

 

   Trivignano Udinese, 14 marzo 2010 - immagini Ass.Sez. dei Delegati di Gruppo


56°Assemblea Sezionale dei Delegati di Gruppo

Gonars, 13 marzo 2011

Sunto della relazione morale del Presidente Luigi Ronutti sull'attività svolta nell'anno 2010

(la relazione completa è reperibile sul n.1/2011 de "la plume" qui pubblicata nella relativa pagina del sito)

Autorità civili e militari, signori delegati, alpini ed amici degli alpini,

un altro anno impegnativo per la nostra sezione si è appena concluso ed ancora una volta mi accingo a rendervi conto dell'operato svolto con la serenità di chi ritiene di aver assolto al proprio compito con impegno e disponibilità. Per mettetemi di rivolgere un sentito ringraziamento al gruppo di Gonars, che si è reso disponibile ad organizzare l'odierne nostra annuale assise. Abbiamo fra noi il Presidente Nazionale Corrado Perona che salutiamo e ringraziamo con un grande applauso. Ieri sera con il Presidente Perona ci siamo ritrovati a Palmanova assieme ai capigruppo della sezione di Cividale, per discutere sul futuro della nostra Associazione, che quanto prima dovrà decidere se lasciare le cose come stanno, quindi accettare di "estinguersi" in un futuro pur lontano, oppure, opporsi ad una fine ineluttabile e rinascere a nuova vita. Reputo che il confronto, svoltosi alla sua presenza, abbia costituito un momento indispensabile per poter comprendere bene gli elementi di una decisione, che personalmente ritengo, in ogni caso, costituirà inevitabilmente una "scelta di vita". Prima di entrare nel dettaglio delle attività svolte dalla nostra Sezione durante l'anno sociale 2010, rivolgiamo un doveroso saluto al nostro Tricolore simbolo della nostra Patria, da centocinquanta anni unica ed indivisibile; quello che vi chiedo di fare non è un atto fine a se stesso, ma rappresenta il riconoscersi in quel giuramento di fedeltà espresso da tutti noi nell'entrare a far parte della famiglia alpina, il perpetuarsi di quel senso di dovere che si manifesta nella disponibilità all'aiuto reciproco, nel senso di gratitudine verso coloro i quali ci hanno consentito, con il loro sacrificio e con il loro esempio, di vivere anni di pace e benessere, anche se oggi, purtroppo, tante sono le nubi che si stanno addensando sugli scenari internazionali e nazionali. Il mondo che ci circonda, infatti, non riesce a trovare più un attimo di serenità: i nostri soldati quotidianamente sono chiamati a rinnovare il loro impegno per mantenere la pace e la democrazia, offrendo un notevole contributo di sangue. Essi sono ovviamente armati e addestrati per far fronte a qualsiasi nemico dichiarato, però portano anche solidarietà ed amore, costruendo ospedali, scuole e quant'altro sia necessario per ridare la dignità ai tanti popoli vittime di guerre e soprusi: possiamo affermare con orgoglio, senza tema di smentita, che essi sono autentici "operatori di Pace". E' un impegno duro, ma non dobbiamo cedere, dobbiamo infatti, con il nostro esempio, far capire che il futuro non nasce dal sangue ma bensì dal rispetto reciproco.

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Considerazioni conclusive: Anche questa volta ho potuto descrivere un anno sociale intenso, contrassegnato da tante diverse attività che ritengo siano adeguate ai livelli attuali dell'Associazione. Constato anche che aumenta il riscontro e l'affetto delle popolazioni che aiutiamo, che vedono in noi Alpini uno degli esempi più evidenti della tanto invocata "Italia che fa". Alcuni mesi fa mi trovavo in Abruzzo, precisamente a Fossa, di fronte al cippo eretto dall'Associazione Nazionale Alpini. Un passante si fermò e mi chiese da dove provenivo; udita la mia risposta esclamò "bravi alpini" e continuò rivolgendomi la domanda :"Cos'è mai questo spirito alpino di cui sento sempre parlare?" Prima di dare una risposa mi sono messo a pensare..."ma di cosa si tratta veramente?...è solo un'idea, un concetto fantasioso oppure si tratta di una realtà?" A pensarci bene credo che si tratti di una realtà documentabile e ben radicata in tutti noi. Fino a qualche anno fa, quando ancora esisteva la leva obbligatoria, lo spirito alpino era un diffuso desiderio giovanile. Ne era prova il fatto che nelle zone a reclutamento alpino essere destinati ad altro corpo era una autentica tragedia. Nel nostro Friuli, al ritorno dalla visita di leva, i giovani gridavano "Alpini jo mame" e anche questo è "spirito alpino". Ma la risposta che ho dato a quel signore è questa: il desiderio di essere presenti nel momento del bisogno di chiunque, di partecipare e di donare; questo è indubbiamente lo spirito alpino e questa è la strada su cui dobbiamo proseguire. Noi non siamo mai passati di moda, non siamo stati identificati con una sola parte del Paese, siamo rispettati, amati. Gli alpini sanno di appartenere ad un gruppo di cui condividono le scelte, vivendole con intensa partecipazione, consentendo loro il superamento della frammentazione, dell'individualismo in virtù di un'agire insieme, secondo le peculiarità specifiche di ciascuno. Gli obiettivi verso cui viene indirizzata ogni azione sono i medesimi del periodo di leva: essere al servizio del proprio Paese conformemente alle esigenze che di volta in volta si presentano. Coraggio alpini, dobbiamo continuare a far si che questa Associazione meriti di esistere anche in futuro. E' una delle pochissime associazioni rimaste che si fondano ancora concretamente su valori ideali e su qualità che nel quotidiano non sono tenute in alcuna considerazione, anzi spesso sono disprezzati. L'A.N.A. è un punto di riferimento, di incontro, di sostegno reciproco per uomini che hanno una concezione spirituale della vita, virtù considerata ormai fuori moda. Per noi invece è l'unica degna di essere vissuta. Questa circostanza è così importante da giustificare una difesa ad oltranza dell'Associazione. Permettetemi cari delegati ed amici, di chiudere con un ringraziamento a tutti voi per l'amicizia che mi offrite e vi prego di portare un caloroso saluto alle vostre famiglie ed uno in particolare alle vostre mogli che pazientemente sopportano la nostra intensa attività: a buon diritto possiamo chiamarle "alpine" perchè come noi vivono all'interno di questa Associazione, condividendo il nostro orgoglio di appartenere ad un corpo che tutto il mondo ci invidia; è l'orgoglio di poetr continuare a vivere e soprattutto a tramandare valori che costituiscono un insostituibile patrimonio per l'Italia intera. Viva gli Alpini Via l'Italia.

 

   Gonars, 13 marzo 2011 - immagini Ass.Sez. dei Delegati di Gruppo


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